ACQUA: tutti i segreti dell’oro blu

Un ciclo rinnovabile: acqua ed energia hanno un legame indissolubile che arriva dalla storia.

Nell’articolo seguente, una mia interessante intervista per Ecofuturo Magazine, sull’idroelettrico e il suo rapporto con l’ambiente

Il dilemma della matrice ERA

Parlando di idroelettrico abbiamo sentito Paolo Picco, presidente di Federidroelettrica, per una riflessione su idroelettrico e il suo rapporto con l’ambiente.

Qual è l’equilibrio da trovare tra la necessità di implementare la produzione rinnovabile, in questo caso idroelettrica, e la tutela ambientale?

«La tutela ambientale per l’idroelettrico è garantita dalla “Direttiva Derivazioni”. Con il Decreto Direttoriale n. 29 del 13 febbraio 2017 il Ministero dell’Ambiente (ora Ministero della Transizione Ecologica) ha approvato le linee guida per le valutazioni ambientali ex ante, da effettuare per le domande di derivazione idrica, che hanno dettato i criteri di applica- zione della valutazione del rischio ambientale di un impianto idroelettrico, tradotti poi nella matrice ERA (Esclusione, Repulsione, Attrazione). Per arrivare a questo risultato il Ministero ha istituito un Tavolo Tecnico Nazionale con i rappresentanti delle Autorità di Bacino Distrettuali, al fine di assicurare l’armonizzazione, a livello nazionale, dell’applicazione, nei distretti, dei criteri metodologici approvati; all’esito dei lavori del Tavolo Tecnico, ogni Autorità di Bacino ha provveduto a modificare la propria Direttiva. La “Direttiva Derivazioni”, seppur semplificata, ha comportato un inasprimento notevole in fase di valutazione di impatto ambientale dei progetti in essere; basti pensare che di tutte le autorizzazioni in corso d’opera se ne potrebbero salvare non più del 35%. Nonostante queste modifiche, approvate a fine 2017, ancora oggi molte associazioni ambientaliste vorrebbero che si ritornasse all’uso dell’originaria matrice ERA contenuta nel citato Decreto n. 29, molto più restrittiva, tanto che molte organizzazioni hanno presentato ricorsi in questa direzione».

Come possiamo rispettare i target di produzione rinnovabile al 2030 se non si riescono a realizzare impianti?

«Se vogliamo realmente aumentare la produzione da fonti rinnovabili, come previsto dai parametri UE al 2030 e vogliamo come è giusto che anche la fonte idroelettrica possa apportare il suo fondamentale contributo – ricordo che si tratta di una delle poche fonti rinnovabili programmabili – occorre rivedere i parametri della matrice ERA in quanto troppo restrittiva soprattutto in quelle zone montane dove si sviluppa la maggiore produzione idroelettrica. Esistono degli impianti idroelettrici costruiti in passato che non rispettano i parametri ambientali ma dobbiamo capire che di fatto esiste la reale possibilità di sviluppare un idroelettrico sostenibile. Penso che proprio in questo periodo di pandemia l’idroelettrico abbia dimostrato la sua sostenibilità; nel primo lockdown, quando tutte le industrie hanno chiuso e le centrali idroelettriche erano in pieno funzionamento, i parametri di qualità dell’acqua sono migliorati in tutti i Distretti di Bacino. Sarebbe importante per tutti che i dati di quel particolare periodo potessero essere analizzati anche dalle associazioni ambientaliste per addivenire ad un serio confronto»

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